Individualismo - Collettivismo (2022)

Maria Antonietta Marino Date: 2019-09-10 Tags:stili-di-leadership, leadership-globale, global-leadership, hofstede-teoria-delle-dimensioni-culturali, dimensioni-culturali, culture-individualiste-e-collectiviste, culture-ad-alto-e-basso-contesto, culture-a-basso-contesto, culture-monocroniche-e-policroniche, distanza-dal-potere-hofstede, avversione-all'incertezza, stili-di-comunicazione-leader, comunicazione-interculturale, business-internazionale, progetto-globe-leadership, competenza-interculturale, differenze-culturali-tra-paesi, cluster-culturali, individualismo-e-cultura, collettivismo-culturale, antropologia-culturale,


Perché in una parte del globo si sono sviluppate culture collettiviste, mentre altre sono diventate individualiste? La cultura è modellata dal modo in cui la gente tradizionalmente si guadagnava da vivere, che a sua volta è influenzato dall'ecologia. Nell'Asia Orientale è tutta una questione di riso. Il riso richiede enormi quantità di lavoro in comune, non solo la semina e il raccolto, che si fanno a rotazione perché è necessario l'intero villaggio per raccogliere il riso di ogni famiglia

- Robert M. Sapolsky -

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Perché in una parte del globo si sono sviluppate culture collettiviste, mentre altre sono diventate individualiste? La cultura è modellata dal modo in cui la gente tradizionalmente si guadagnava da vivere, che a sua volta è influenzato dall'ecologia. Nell'Asia Orientale è tutta una questione di riso. Il riso richiede enormi quantità di lavoro in comune, non solo la semina e il raccolto, che si fanno a rotazione perché è necessario l'intero villaggio per raccogliere il riso di ogni famiglia

Nelle società individualiste, che includono (in diversa misura) i paesi scandinavi, e la maggior parte dei paesi di lingua inglese e tedesca:

- il focus principale è sulle priorità personali e sull'autorealizzazione: la gente apprezza la libertà e le conquiste individuali (le culture individualiste sono di solito culture del "fare": altamente strutturate, danno priorità ai risultati ottenuti rispetto al mantenimento delle relazioni sociali, ed enfatizzano l'importanza di essere attivi e produttivi);

- la percezione del sé è basata su tratti personali anzichè sul proprio ruolo sociale ("sono gentile" e non "sono un buon figlio", come ci si definirebbe in una società collettivista);

- l'indipendenza e la fiducia nelle proprie capacità sono importanti. Ci si aspetta che le persone si prendano cura di se stesse e dei familiari più cari, e che si assumano la responsabilità dei propri successi e dei propri fallimenti;

- il confronto interpersonale è serenamente accettato, gli individui sono incoraggiati ad esprimere le proprie opinioni e ad essere assertivi;

- il lavoro è spesso visto come un fattore chiave per la felicità, in termini di sentimenti derivanti da situazioni piacevoli (come ad esempio l’autocompiacimento dopo aver svolto un lavoro “ben fatto”), giudizi soddisfacenti, ecc.;

(Video) Individualismo e collettivismo - Episodio 2 "Psicologia Sociale"

- la felicità è riservata a coloro che hanno successo o che si percepiscono come individui realizzati;

- il principale strumento di controllo sociale è il senso di colpa, "un sentimento che sorge quando violiamo gli standard assoluti di moralità dentro di noi, quando violiamo la nostra coscienza". Una persona può avvertire il senso di colpa anche se nessun altro sa del suo misfatto; questo sentimento di colpa si allevia confessando il misfatto e facendo ammenda. Le culture basate sul senso di colpa si basano su una convinzione interiorizzata che la paura di peccare sia la causa di buon comportamento, attribuito invece, nelle culture dell’onoro e della vergogna, alla paura di sanzioni esterne. Le culture del senso di colpa enfatizzano la punizione e il perdono come metodi per ristabilire l'ordine morale" (Paul Hiebert).

[Nota: le culture della colpa sono note anche come culture della dignità].

Nelle società collettiviste, che includono la maggior parte dei paesi latino-americani, dell'Europa mediterranea, dell’Europa orientale, il medio-oriente, i paesi asiatici e africani, le comunità tribali di tutto il mondo:

- il gruppo si prende cura degli individui, gli individui sono fedeli al gruppo (famiglia, famiglia allargata, tribù, organizzazione, ecc.) Il "NOI" ha la priorità sull'"IO": il benessere del gruppo è più importante degli obiettivi individuali;

- le persone si sforzano di preservare l'armonia e di rispettare la gerarchia all'interno della comunità;

- tutti sono propensi a praticare l'autocontrollo, poiché sono pienamente consapevoli dell'impatto che le loro parole e azioni hanno sugli altri;

- la percezione del sé è basata sul proprio ruolo sociale anzichè su tratti personali ("sono un buon figlio" e non "sono gentile", come ci si definirebbe invece in una società individualista);

- l'altruismo, la conformità, e la modestia sono altamente apprezzati: i successi individuali sono spesso ritratti come un risultato di circostanze esterne anzichè di meriti personali;

- la comunicazione non verbale è spesso mirata a prevenire la "perdita della faccia" (umiliazione pubblica);

- il principale strumento di controllo sociale è la vergogna, “una reazione alle critiche altrui, un acuto dispiacere personale per la nostra incapacità di essere all'altezza dei nostri obblighi e delle aspettative nei nostri confronti". Nelle culture orientate alla vergogna, ogni persona ha un posto e un dovere nella società. Uno mantiene il rispetto di sé, non scegliendo tra il bene e il male, ma comportandosi in modo da non deludere le aspettative altrui. Le aspirazioni personali naufragano nell'aspettativa collettiva. Coloro che falliscono spesso rivolgono la propria aggressività contro se stessi invece di usare violenza contro gli altri. Punendo se stessi mantengono il rispetto di sé davanti alla comunità, perché la vergogna non può essere alleviata, come la colpa, dalla confessione e dall'espiazione. La vergogna viene rimossa e l'onore ripristinato solo quando una persona fa ciò che la società si aspetta in quella determinata situazione". (Paul Hiebert).

Lo studio Globe sulla leadership globale (House & Javidan, 2004) fa una chiara distinzione tra collettivismo istituzionale e collettivismo intra-gruppo:

- il collettivismo intragruppo è "il livello in cui gli individui esprimono orgoglio, lealtà e desiderio di coesione verso le proprie oro organizzazioni o famiglie". Le società che ottengono un punteggio alto nel collettivismo intragruppo e (relativamente) basso nel collettivismo istituzionale possono essere trovate in America Latina, nell'Europa orientale, nell'Africa subsahariana, nel medio oriente, nell'Europa mediterranea;

Individualismo - Collettivismo (1)

(Video) DOJOCAST collettivismo / individualismo

- il collettivismo istituzionale è "il livello in cui le pratiche istituzionali organizzative e sociali incoraggiano e premiano la distribuzione collettiva delle risorse e l'azione collettiva". I paesi del cluster nordico sono un esempio di società che ottengono un punteggio alto nel collettivismo istituzionale e basso nel collettivismo intragruppo.

Individualismo - Collettivismo (2)

Va menzionato il fatto che un basso livello di collettivismo intra-gruppo, dimensione culturale del progetto Globe, corrisponde, nel modello di Hofstede, a un orientamento individualista.


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Cluster sedi di culture collettiviste:

- L'Africa Subsahariana

- L'Europa Latina

- L'Europa Orientale

- L'Asia Sudorientale

- L'Asia Confuciana

- L'America Latina

- Il Medio Oriente

Cluster sedi di culture individualiste:

- Il Cluster Nordico

(Video) Individualismo contro Collettivismo (credi in te stesso)

- L'Europa Germanica

- Il cluster Anglo-Americano

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Alcuni articoli che trattano le tematiche della colpa, dell’onore, e della vergogna, e le implicazioni di collettivismo e individualismo sulle rapporti umani in un contesto professionale, sono disponibili ai seguenti link (gli articoli sono temporaneamente disponsibili sono in inglese. La traduzione italiana verrà condivisa a breve):

- Social Connections, Harmony, Consensus: Confucian Beliefs and Business Culture in China, Japan and Korea.

- I/II: "Why Do We Work So Hard?” Motivation and Reward Across Different Cultures

- I/II: “Why Do We Work So Hard?” Introduction to Guilt and Shame Cultures

- Giving and Losing "face": Honour, Social Reputation and Networking in Asian Countries

- National Culture, International Business Strategy, and Common Misunderstandings Between the East and The West

- Shame Honor and Two Different Flavors of Collectivism

- Forgiveness in Individualistic and Collectivist Cultures

- The Impact of Cultural Differences On Visual Perception

- Challenges and Misconceptions in Intercultural Negotiations

- Narcissism and Competitive Communication in Individualistic Cultures

(Video) Che cos'è l'individualismo?

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FONTI:

- Derber, C. (2000). "The pursuit of attention: Power and ego in everyday life”. Oxford: Oxford University Press

- Foster, Joshua & Campbell, W. Keith & Twenge, Jean. (2003). "Individual differences in narcissism: Inflated self-views across the lifespan and around the world”. Journal of Research in Personality. 37. 469-486. 10.1016/S0092-6566(03)00026-6

Hostede, Geert H. (1997). Cultures and Organizations: Software of the Mind. New York: McGraw-Hill

- Keidan, A. (2015). "Meaningfulness, the unsaid and translatability: Instead of an introduction”. Open Linguistics, (1). doi: https://doi.org/10.1515/opli-2015-0023

- The Globe Project, Online: https://globeproject.com/

- Vater A, Moritz S, Roepke S (2018). "Does a narcissism epidemic exist in modern western societies? Comparing narcissism and self-esteem in East and West Germany”. PLoS ONE 13(1): e0188287.
https://doi.org/10.1371/journal.pone.0188287

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Individualismo - Collettivismo

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All’interno del paradigma politico moderno difficilmente può essere individuata una contrapposizione categoriale più generale e determinante del binomio individualismo-collettivismo. Seguendo questa forma di discorso quindi, ogni teoria politica si caratterizzerebbe, innanzitutto, per il suo fondamento o individualista o collettivista, senza …

L’esempio più scontato, vista la risonanza di cui l’opera ha goduto, è il discorso di Benjamin Constant all’Ateneo di Parigi (1819), in cui dichiara conclusa l’epoca in cui gli uomini si sottomettevano interamente al potere collettivo per acquisire sovranità sugli affari pubblici e proclama l’inizio di una nuova forma di libertà, la libertà dei moderni appunto, che consiste al contrario proprio nel mantenere quanta più autonomia possibile da quel potere.. Con “individualismo” intenderemo il riconoscimento universale della libertà per i singoli di scegliere, senza ingerenze e coercizioni da parte di una autorità esterna, i fini del loro agire, pubblico o privato che sia; da questa concezione derivano il principio metodologico per il quale la società è da considerarsi sempre e soltanto come risultante dell’interazione tra individui e il principio assiologico che vede nella salvaguardia dell’autonomia individuale la funzione, pressoché unica, della politica e dell’organizzazione sociale.. Da questa scissione originaria collettivismo e individualismo procedono solidalmente nel distinguere tra una sfera privata della libertà, ossia un agire individuale mosso dal desiderio e dall’interesse privato e teso all’estensione della propria autonomia, ed una sfera pubblica dell’utilità, retta invece dal principio di autoconservazione dell’organizzazione sociale.. L’affinità tra i due concetti non si ferma però alle sole premesse, ma coinvolge profondamente anche l’ambito delle conseguenze, affermando specularmente l’impossibilità di conciliazione razionale tra individuo e collettivo.. L’individualismo, per parte sua, attribuisce agli uomini una ben ridotta capacità cognitiva ed emotiva di occuparsi del bene comune e ne trae il precetto secondo cui l’amministrazione della sfera pubblica debba consistere essenzialmente nella creazione di regole e istituzioni che facciano sì che gli individui, agendo nell’ambito della loro sfera privata di libertà, finiscano per partecipare al perseguimento dell’interesse collettivo; non a caso l’individualismo eleva il mercato a paradigma generale dell’interazione sociale, giustificando in tal modo la possibilità che gli individui, senza alcuna intenzione o pianificazione razionale ma “come condotti da una mano invisibile”, generino allo stesso tempo una situazione sociale ottimale.. Il collettivismo, d’altra parte, ritiene che il singolo possa partecipare al bene comune solo divenendo strumento, in forma spontanea o coatta, di una volontà generale che determina autonomamente i propri contenuti; anche in questo caso gli uomini non sarebbero immediatamente in grado di rendersi agenti della totalità, ma lo diventerebbero solo attraverso il loro disciplinamento da parte dell’organizzazione sociale.. Come si può ben vedere qualunque sia il nostro punto di partenza, non vi è alcun collegamento tra sfera individuale e collettiva, ma solo un “salto” che lascia ciascuna dimensione seguire la sua logica specifica: per l’individualismo il perseguimento dell’interesse privato si traduce in pubblica utilità; per il collettivismo l’organizzazione sociale, amministrando gli strumenti a disposizione in funzione della sua perpetrazione, neutralizza la volontà privata.. È opportuno ribadire che la ragione fondamentale di tale fallimento, prima ancora che nell’ambiguità di una nozione che distingue tra la tutela della libertà del singolo e quella dell’interesse dell’insieme, consiste nell’inadeguatezza della scissione tra singoli uomini spogliati della loro posizione sociale da una parte e dall’altra una collettività di cui si oscurano la morfologia delle comunità intermedie, le gerarchie interne e le contraddizioni.. ); in secondo luogo si è osservato che l’individualismo ha come presupposto antropologico un certo pessimismo circa le capacità degli uomini di pensare in termini di totalità, da cui si deduce che, anche se gli individui lo volessero, la pianificazione razionale della società avrebbe comunque un esito peggiore del suo sviluppo spontaneo.. Riassumendo, la tutela della libertà personale implica il suo alleggerimento dall’onere di occuparsi della sopravvivenza dell’insieme, ma la caratterizzazione della volontà individuale contempla allo stesso tempo che essa possa rivolgersi contro le altre volontà e contro lo stesso collettivo.. Individualismo e collettivismo diventano quindi categorie esplicative solo in un contesto sociale moderno e solo se concepite in una relazione tanto antagonistica quanto complementare.. Per questa ragione la vera alternativa disponibile alla modernità non è fra individualismo e collettivismo, ma tra individualismo/collettivismo da una parte e comunitarismo dall’altra.

Una delle idee più forti dello scorso secolo, ancora molto molto presente, che ha influenzato tanto il pensiero scientifico quanto quello politico che quello sociale, è quella secondo cui l’individuo è il risultato di forze collettive, cioè che il soggetto, il singolo, l’io, sia il prodotto dell’ambiente, di ciò che gli stanno intorno.

Una delle idee più forti dello scorso secolo, ancora molto molto presente, che ha influenzato tanto il pensiero scientifico quanto quello politico che quello sociale, è quella secondo cui l’individuo è il risultato di forze collettive , cioè che il soggetto, il singolo, l’io, sia il prodotto dell’ambiente, di ciò che gli stanno intorno.. Significa che fai parte del gruppo solo. e soltanto se stai a determinate condizioni, altrimenti sei fuori.. Quando baso la mia identità sul gruppo a cui apparteniamo, sto dicendo “mi arrendo, è meglio non pensare perché se penso devo poi prendere le distanze da alcuni valori del mio gruppo e rischio di perdere i privilegi che quel gruppo mi garantisce” .. E questo distacco è il risultato della lotta tra la mia capacità di pensare ed il mondo ed è lì che emerge l’individuo, l’individualità.. Ma non viene nessuno.

Individualism vs. collectivism: Does the individual’s life belong to him—or does it belong to the group, the community, society, or the state?

Collectivism is the idea that the individual’s life belongs not to him but to the group or society of which he is merely a part, that he has no rights, and that he must sacrifice his values and goals for the group’s “greater good.” According to collectivism, the group or society is the basic unit of moral concern, and the individual is of value only insofar as he serves the group.. Individualism does, and we can see this at every level of philosophic inquiry: from metaphysics, the branch of philosophy concerned with the fundamental nature of reality; to epistemology, the branch concerned with the nature and means of knowledge; to ethics, the branch concerned with the nature of value and proper human action; to politics, the branch concerned with a proper social system.. The activities of knowledge construction, however, are the activities of individuals in interaction”; thus knowledge “is constructed not by individuals, but by an interactive dialogic community.” 6. Although it is true (and should be unremarkable) that individuals in a society can exchange ideas and learn from one another, the fact remains that the individual, not the community, has a mind; the individual, not the group, does the thinking; the individual, not society, produces knowledge; and the individual, not society, shares that knowledge with others who, in turn, must use their individual minds if they are to grasp it.. For instance, a proper morality says to the individual: Go by reason (as against faith or feelings)—look at reality, identify the nature of things, make causal connections, use logic—because reason is your only means of knowledge, and thus your only means of choosing and achieving life-serving goals and values.. Just as the individual, not the group, is metaphysically real—and just as the individual, not the collective, has a mind and thinks—so too the individual, not the community or society, is the fundamental unit of moral concern.. On the collectivist view of morality, explains “progressive” intellectual A. Maurice Low, “that which more than anything marks the distinction between civilized and uncivilized society is that in the former the individual is nothing and society is everything; in the latter society is nothing and the individual is everything.” Mr. Low assisted with the definition of collectivism at the outset of this article; here he elaborates with emphasis on the alleged “civility” of collectivism:. The aim of civilized society is to do the greatest good to the greatest number, and because the largest number may derive benefit from the largest good the individual must subordinate his own desires or inclinations for the benefit of all.. The good of the community logically cannot take priority over that of the individual because the only reason moral concepts such as “good” and “should” are necessary in the first place is that individuals exist and need principled guidance in order to sustain and further their lives.. Any attempt to turn the purpose of morality against the individual—the fundamental unit of human reality and thus of moral concern—is not merely a moral crime; it is an attempt to annihilate morality as such.. Thus, the one moral principle that a society must embrace if it is to be a civilized society is the principle of individual rights: the recognition of the fact that each individual is morally an end in himself and has a moral prerogative to act on his judgment for his own sake, free from coercion by others.. The politics of individualism is essentially what the American Founders had in mind when they created the United States but were unable to implement perfectly: a land of liberty, a society in which the government does only one thing and does it well—protects the rights of all individuals equally by banning the use of physical force from social relationships and by using force only in retaliation and only against those who initiate its use.. As Obama puts it, we must heed the “call to sacrifice” and uphold our “core ethical and moral obligation” to “look out for one another” and to “be unified in service to a greater good.” 11 “Individual actions, individual dreams, are not sufficient.

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1. Roboldi Z - Puntata #2 - Individualismo VS Collettivismo feat. Raffaele
(Roboldi)
2. TXP Live - Nicolò Di Lella #5 The Inner Way - Collettivismo e Individualismo
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3. Collectivism vs. Individualism
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4. Covid-19: prima l'IO o il NOI? | Individualismo vs collettivismo
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5. PPF/ICK - Collectivistes / Individualistes (SMR04-2005)#01 PPF LA GRANDE COLERE
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6. Bruno Rizzi, eretico del Novecento. Tra critica del collettivismo burocratico e società neo-feudale
(Fondazione Luigi Micheletti)

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Author: Jamar Nader

Last Updated: 06/11/2022

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