Come Aprire una Ditta Individuale: Costi, Documenti, Agevolazioni (2022)

Come aprire una ditta individuale, costi, regime fiscale, agevolazioni, leggi.

Il luogo comune è che gli italiani sono alla ricerca di un lavoro con ilposto fisso. Niente di più sbagliato, ormai in molti pensano di aprire una ditta individuale, ecco cosa fare.
E’ più corretto dire che molti italiani aspirano ad un’occupazione stabile preferibilmente nel settore pubblico.

In tantissimi in realtà scelgono di

inventarsi un lavoro

, rischiare in prima persona aprendo un’azienda individualeanche perchè non si può aspettare di trovare un lavoro, specialmente se si cerca lavoro a 40 anninon può star certo ad aspettare eventuali concorsi pubblici statali, ormai fermi da anni, tra l’altro.

Le difficoltà di avviare un’attività sono molteplici. Su tutte la burocrazia e l’alta tassazione che finisce per ridurre al minimo i margini di guadagno. Aggiungendo il fattore crisi economica, le difficoltà sono maggiorate. C’è chi però non si rassegna e ha voglia di provarci e il mondo del digitale offre tantissime possibilità come ad esempio la figura del Digital freelance .
Vediamo quindi i passaggi principali da seguire.

Aprire una ditta individuale Partita IVA

E’ il primo passaggio per avviare una propria attività da lavoratore autonomo oppure scegliere se presentarsi come unaditta individuale. Ad esempio le ditte individuali devono avere obbligatoriamente una registrazione di impresa presso la laCamera di Commercio, cosa che invece non serve se si è un lavoratore autonomo.

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Cos’è la ditta individuale e come funziona

La ditta individualeè un’impresa nella quale il titolareimprenditore è una persona singola. L’avvio della ditta individuale implica la disponibilità dell’imprenditore di dotarsi di quanto necessario per portare avanti l’attività dell’impresa. Non vige l’obbligo di versare un capitale all’atto della costituzione dell’impresa stessa.

(Video) Aprire una Ditta Individuale: quello che ti serve sapere

La responsabilità personale

L’imprenditore è totalmente responsabile per quanto riguarda i beni o i servizi offerti con lo svolgimento della sua attività. Ad esempio, un progettista che ha una ditta individuale costituita da uno studio professionale si assume la responsabilità di progettare un’abitazione che non crolli o che non sia pericolosa per chi vi abita.

Nell’ipotesi in cui l’abitazione si riveli non conforme alle norme di sicurezza di legge per via di vizi di progettazione, il professionista ne risponde in modo diretto in sede civile e penale. Se un giudice dovesse formalizzare questa responsabilità con una sentenza legale, l’imprenditore dovrà risarcire gli eventuali soggetti danneggiati rispondendo anche con i beni personali fino al completo risarcimento stabilito in tribunale.

I rischi, quindi, dal punto di vista legale sono notevoli. E’ anche vero che si possono stipulare contratti assicurativi che coprono eventuali rischi d’impresa. Si dovrà sostenere un costo annuale aggiuntivo ma l’imprenditore avrà così maggiori tutele.

Come Aprire una Ditta Individuale: Costi, Documenti, Agevolazioni (2)

8 Cose da sapere prima di aprire una ditta individuale

1) Scrivere un Business Plan

La prima cosa è fare un Business Plan, cioè programmare cosa fare.

Come descritto in questa immagine sopra, bisogna iniziare dalle ricerche di mercato, il modello di business che si vuole adottare, fare un piano di marketing, stabilire i propri obiettivi nel lungo termine, costruire la propria squadra di collaboratori / impiegati, fare una strategia di sviluppo, analizzare i trend del mercato in cui ci si vuole buttare e ovviamente, trovare le risorse economiche necessarie per iniziare.

2) I costi per aprire una ditta individuale

Aprire un’azienda individuale comporta la trasmissione di un modulo detto “Comunicazione unica” a diversi enti. Se si incarica un professionista che lo faccia al posto della ditta, ciò comporta una prima spesa. Le imprese hanno anche l’obbligo di creare un indirizzo di posta elettronica certificata, una spesa aggiuntiva. Ma non eccessiva. Si può anche cogliere promozioni che per il primo anno offrono il servizio a costo zero.

Entro 30 giorni dall’invio della Comunicazione unica bisogna iscriversi alla Camera di Commercio, in base alla categoria di appartenenza. Tale iscrizione è a pagamento e va rinnovata ogni anno. Poi ci sono i costi previdenziali e tributari, anche questi con scadenza annuale.

(Video) Da operaio a IMPRENDITORE partendo da zero (come ho fatto)

3) Costi previdenziali e tributari di una ditta individuale

I costi previdenziali sono le spese che un imprenditore deve sostenere per versare i contributi obbligatori all’INPS. I costi tributari sono rappresentati dalle imposte che bisogna versare allo Stato, come ad esempio l’IRPEF e altre imposte sui redditi. Un altro costo obbligatorio sostenuto dai titolari di imprese individuali è dato dall’obbligo del pagamento dei contributi all’INAILnell’ambito degli infortuni sul lavoro. Il pagamento dei contributi all’INPS e all’INAIL non avviene al momento in cui si costituisce l’impresa, ma alla scadenza del primo anno fiscale, quando si riceve una comunicazione da parte di questi 2 istituti.

4) Spese per gestione di una ditta individuale

I costi di un’azienda individuale variano sulla base del regime fiscale nel quale rientra l’impresa. Se si hanno ricavi per un massimo di 30 mila euro nell’arco di un anno si può accedere ad un regime fiscale agevolato chiamato “regime dei minimi“.

5) Il regime forfettario ( ex regime dei minimi )

Il regime agevolato IVA o regime dei minimi ha diversi vantaggi il maggiore è che le tasse sono del 15% su quello che si è guadagnato ( se il guadagno è inferiore ai 65 mila euro l’anno) ed addirittura del 5% per i primi 5 anni.

Se non si è sicuri sui ricavi che si otterranno con la propria impresa, è bene cominciare l’attività facendo richiesta per rientrare nel regime dei minimi. Se poi si dovessero ottenere ricavi per oltre 30 mila euro basterà passare in automatico al regime di contabilità ordinaria. Si tratta di un regime più oneroso in quanto l’aliquota Irpef è molto più alta. Bisogna poi incaricare un consulente per tenere i registri obbligatori e presentare la dichiarazione dei redditi.

6) Soggetti che possono avviare un’impresa individuale

La legge italiana stabilisce che qualunque soggetto investito della capacità di intendere e volere che abbia raggiunto il

diciottesimo anno d’età

può avviare un’impresa individuale. L’attività svolta può costituire nell’offerta di un bene o un servizio.

7) Differenza tra un bene e un servizio

Il bene è un oggetto che va dall’imprenditore al committente o cliente dietro il pagamento di un compenso o in cambio di un altro bene o servizio. È comunemente chiamato “merce“. Il servizio non ha una natura fisica, non è qualcosa di materiale, anche se è sempre quantificabile economicamente. Un servizio può essere dato da una consulenza aziendale. Se il servizio è offerto dalla pubblica amministrazione, è definito “servizio pubblico“.

8) Azienda individuale: scopriamo i settori trainanti

Bisogna avere molta fiducia in se stessi ed autostima. Credere nelle proprie competenze e potenzialità ed essere sempre realisti. Il successo spesso si nasconde dietro una severa lettura della realtàpiuttosto che dietro una straordinaria scoperta che cambia il mondo. Sono concetti importanti sia per la vita di tutti i giorni ma soprattutto quando si decide di rischiare in prima persona creando un’impresa individuale. Chi apre una ditta per conto proprio prima di tutto deve fare i conti con se stesso e superare i propri limiti valorizzando i propri pregi. Ci sono attività trainanti e sulle quali scommettere per conseguire profitti ma prima di tutto bisogna scegliere un settore che fa per noi e nel quale si crede fino in fondo senza arrendersi alla prima difficoltà.

(Video) Aprire un e-commerce: come si gestisce la questione fiscale?

Le migliori idee per attività commerciali redditizie

Sempre più spesso si teme di non riuscire nei propri progetti aziendali anche per via della diminuzione dei consumi e del pessimismo generale. Per invertire il trend bisogna innovare. L’innovazionenon riguarda solo le nuove tecnologie ma lo sviluppo di idee e modelli di business differenti sostenibili e produttivi. Originalità non equivale a complessità. Nelle cose più semplici c’è la chiave del successo. A volte basta semplificare un processo, valorizzare quanto già c’è per creare ricchezza. Bisogna osservare il luogo in cui si vive, interrogarsi su cosa può servire e che ancora non c’è o può essere migliorato. Mai focalizzarsi su trend passeggeri.

Rifiuti elettronici ed informatici

La gestione dei rifiuti è un campo sempre più importante. Un settore in cui si sta investendo tantissimo. Soprattutto sul fronte del riciclaggio dei rifiuti. Riciclare aiuta l’ambiente ed è anche un buon affare. I Governi puntano a sensibilizzare sempre di più i cittadini a riciclare anche i prodotti elettronici ele batterie. Si può proporre la raccolta di rifiuti elettronici che spesso rimangono stipati in ripostigli e garage. E’ il caso di pc, telefonini guasti accantonati quando si acquistano i nuovi. Bisogna procedere per step. Innanzitutto individuare il mercato di riferimento, i potenziali clienti interessati ai materiali che riciclate e stabilire in cosa trasformare ciò che si ricicla.

Distributori automatici alimentari

Le abitudini alimentari degli italiani sono cambiate e si sono globalizzate. Chi lavora predilige cibo veloce da consumare nella pausa pranzo. Gli italiani però non rinunciano a mangiare bene. Si può coniugare il modello del fast food con il distributore automatico. Si può aderire a diversi franchising specializzati e sfruttarne le potenzialità.

Aprire un negozio di moda alternativa

Il settore dell’abbigliamento è saturo. Ma ci sono ancora nicchie inesplorate come i nuovi negozi che vendono abiti biodegradabili. Si può aprire un negozio che raccoglie i vestiti inutilizzati e in buono stato, da rimettere a nuovo in modo sartoriale e proporli sul mercato a prezzi contenuti.

Negozio online specializzato

Gli shop online stanno prendendo il sopravvento in diversi settori dalla distribuzione di prodotti alimentari o di benessere per uomo o donna. I prodotti arrivano al domicilio dei clienti in tempi brevi anche grazie alla diffusione di reti capillari di corrieri. Gli acquirenti ordinano online se si sentono sicuri sul fronte dei pagamenti sul web e se il negozio online propone prodotti altamente profilati rispetto alle richieste della clientela ed ai suoi interessi. Va individuata una tipologia di prodotto ancora da sfruttare, così da specializzarsi in una nicchia lasciata scoperta dai competitors. Allora ecco come aprire un negozio online.

App per bambini

Le famiglie italianehanno molta cura ed attenzione nei confronti dei loro bambini. La connettività dei bambini è aumentata in modo esponenziale nei Paesi moderni. C’è da sfruttare una grande chance di guadagno realizzando prodotti o applicazioni studiate su misura per i più piccoli. Facendo anche passare un messaggio educativo il prodotto sarà più gradito anche ai genitori.

Servizi di traduzione

Le interconnessioni mondiali hanno aperto un nuovo mercato, quello dei traduttori specializzati. L’assunzione di interpreti e traduttori è destinata – secondo le previsioni – a crescere del 46% nei prossimi 5 anni. Ci sono ampi spazi per generare profitti attraverso questo tipo di impresa.

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Aprire un negozio per animali

Una famiglia su tre ha un animale domestico. Per cani, gatti e altri animali di compagnia, gli italiani spendono centinaia di migliaia di euro all’anno. Si può aprire una ditta individuale specializzata in servizi per gli animali. L’ideale è focalizzarsi sui servizi più che sulla vendita di prodotti.

Aprire un centro benessere

Il benessere della persona è sempre più importante. I centri estetici e di benessere sono in crescita. La cura personale è diventata molto importante non solo per le donne ma anche tra gli uomini. Aprire un centro benessere rappresenta un’attività che non conosce crisi.

(Video) Vuoi aprire un'attività? Ascolta bene questi consigli...

Palestra

Dal 2000 un settore in continua crescita che è aumentato anche quando – durante la crisi degli anni 2009-2011 – gli altri settori avevano il segno negativo. Aprire una Palestra può essere un buon business che se fatto con il giusto franchising, può essere anche molto economico. Oltre alle varie licenze, partita IVA ecc, serve anche una figura particolare, un responsabile laureato in scienze motorie.

Diventare freelance

Le aziende sono alla ricerca di freelance che offrono servizi altamente qualificati e basati su singoli progetti. Mettendo insieme uno staff di freelance professionisti si può proporre alle imprese una gamma di servizi a contratto a prezzi competitivi. Tra i servizi più richiesti vi sono l’immissione ed elaborazione di dati, scrittura accademica, progetti in Excel, consulenza di social media marketing e content sul web. Alcuni freelance vengono pagati ad ora, altri a progetto.

Riparare smartphone

Una figura sempre più richiesta è quella dei tecnici in grado di riparare gli smartphone. A volte ripararli è più costoso che comprarne uno nuovo. Si può offrire servizi di riparazioni a basso costo e più convenienti rispetto alle proposte dei grandi brand.

Aprire un’azienda agricola biologica

E’ possibile aprire un’azienda agricola innovativa come ad esempio le aziende biologiche. All’azienda agricola si può associare un agriturismo ma anche altre attività micro imprenditoriali volte alla trasformazione ed alla valorizzazione dei prodotti.Allora ecco qui come aprire una azienda agricola.

Aprire una pizzeria al taglio

Aprire una pizzeria al taglio , può diventare un lavoro piuttosto remunerativo, come potrete leggere al link.

Aprire una birreria

La birra piace a tutti e sempre più giovani cercano di avviare una birreria. Aprire una ditta individuale per vendere birra o produrla potrebbe essere un’idea stimolante per chi ha questa passione.

Guadagnare con TikTok

Anche se si lavora online bisogna dichiarare quanto si guadagna. Scopri come lavorare su TikTok.

(Video) APRIRE UN'ATTIVITÀ IN PROPRIO DA ZERO: L'ERRORE N.1

Massy Biagio

Come Aprire una Ditta Individuale: Costi, Documenti, Agevolazioni (3)

Pubblicista finanziario e operatore turistico, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio e il Dipartimento di Lettere, lingue, letterature , civiltà antiche e moderne, presso UniPG

FAQs

Quanto costano i contributi per una ditta individuale? ›

Professionisti: La gestione separata richiede un contributo di circa il 26%. Non c'è nessun minimale fisso. Chi ha già un lavoro a tempo pieno e apre una ditta individuale come secondo lavoro non sarà tenuto a versare ulteriori contributi INPS.

Quanto costa aprire una partita IVA come ditta individuale? ›

Il costo di apertura di una partita IVA è di per sé pari a zero. L'intera procedura per l'apertura può effettuarsi online o direttamente in una delle sedi dell'Agenzia delle Entrate.

Quanto può fatturare una ditta individuale? ›

Con una Partita IVA in regime forfettario il limite di incassato annuo è di 65.000€. Invece, il limite di ricavi per le ditte individuali in regime ordinario è: 400.000€ nel caso di vendita di servizi. 700.000€ nel caso di altra attività

Cosa si rischia con una ditta individuale? ›

Rischio impresa

Il patrimonio personale dell'imprenditore è chiamato a pagare i debiti dell'impresa. Infatti, se la ditta fallisce e non riesce a pagare i debiti con i fornitori e lo Stato Italiano, i creditori possono attaccare il tuo patrimonio personale.

Quanto costa la partita IVA al mese? ›

Il costo totale delle pratiche per l'apertura della partita Iva, l'iscrizione al registro delle imprese ed all'Inps ammonta a circa 150 Euro. Spese di gestione e parcella del commercialista: circa 300 Euro annui. Contributi Inps: l'importo minimo dei contributi da pagare è di 250 Euro mensili.

Come aprire una piccola ditta individuale? ›

Per l'apertura di una ditta Individuale è necessario compilare ed inviare la pratica “Comunica” che permette di aprire Partita IVA, fare l'iscrizione alla camera di commercio o all'albo artigiani, aprire la posizione previdenziale INPS e la posizione INAIL, quando necessario, compilando un solo modulo.

Quanto tempo ci vuole per aprire una ditta individuale? ›

I tempi per aprire la partita iva sono brevi.

Ti viene rilasciata la ricevuta di assegnazione della entro 24 ore dalla presentazione della domanda. Una volta rilasciata o inviata la dichiarazione firmata, ti viene assegnato il numero di partita Iva, che rimarrà sempre lo stesso fino al termine dell'attività.

Quanti soldi ci vogliono per aprire una ditta? ›

In media, il costo complessivo per aprire una SRL si aggira intorno ai €1.500+IVA. Le imposte variano in base al tipo, per una SRL ordinaria sono previsti circa €600 di imposte, per una Startup l'importo scende a circa €200 e per una SRLS non ci sono onorari del notaio ma solo €320 di imposte.

Quanto si paga all'anno di INPS? ›

Indicativamente, gli artigiani sono tenuti versare obbligatoriamente circa €. 3.800 di contributi. Mentre per i commercianti l'importo dei contributi fissi dovuti annualmente è di circa €. 3.850.

Cosa succede se Apro partita IVA e non fatturo niente? ›

Partita Iva che non fattura, cosa succede? Se un contribuente apre una partita Iva ma poi non fattura non va incontro ad alcuna conseguenza. Non sussiste infatti alcun obbligo legale o fiscale. Anzi, proprio dal punto di vista fiscale, non essendoci ricavi o compensi, non ci sono tasse da corrispondere.

Quanto si paga di INPS con la partita IVA? ›

I titolari di partita Iva in regime forfettario iscritti alla Gestione separata Inps per professionisti senza obbligo di iscrizione ad un albo calcolano i contributi con aliquota del 26,23% sul reddito dichiarato.

Come pagare meno tasse con una ditta individuale? ›

Oltre alla scelta di un buon consulente fiscale e al regime fiscale adatto per la tua impresa individuale, la modalità migliore per pagare meno tasse è quella di ridurre il reddito imponibile. Sono diverse le spese che si possono dedurre, alcune sono deducibili al 100%, altre al 50%, vediamole in dettaglio.

Quanto costa un commercialista per una ditta individuale? ›

"quanto costa il commercialista?" Ipotizzando il caso di una ditta individuale otterremo un costo orientativo: da 400 a 600 Euro annui per un'impresa in regime forfettario o dei minimi (impresa che non fattura più di una certa soglia e che è esente dalla gestione dell'iva.

Quanto paga di tasse una partita IVA individuale? ›

Regime fiscale ordinario: cos'è e come funziona

fino a 15.000€: 23% oltre 15.000€ e fino a 28.000€: 25% oltre 28.000€ e fino a 50.000€: 35% oltre 50.000 euro: 43%

Quanto si paga di contributi con partita IVA? ›

I titolari di partita Iva in regime forfettario iscritti alla Gestione separata Inps per professionisti senza obbligo di iscrizione ad un albo calcolano i contributi con aliquota del 26,23% sul reddito dichiarato.

Quanto si paga all'anno di INPS? ›

Indicativamente, gli artigiani sono tenuti versare obbligatoriamente circa €. 3.800 di contributi. Mentre per i commercianti l'importo dei contributi fissi dovuti annualmente è di circa €. 3.850.

Come si calcola INPS ditta individuale? ›

Gestione INPS Artigiani e Commercianti
  1. Artigiani: 24% (over 21) 21,90% (under 21)
  2. Commercianti: 24,09% (over 21) 21,99% (under 21)

Come si calcolano le tasse di una ditta individuale? ›

Per calcolare le tasse da pagare, basta poi moltiplicare l'imponibile per la percentuale IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche). Questa percentuale varia in base al reddito annuo con percentuali dal 23% al 43%. Nel caso in esempio: €15.000 (imponibile) * 23% IRPEF = €3.450 di tasse.

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Author: Kareem Mueller DO

Last Updated: 11/24/2022

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Name: Kareem Mueller DO

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